è morta a febbraio e adesso non so come si sta in questa scena da sola
È morta il 14 febbraio. Mia compagna da quindici anni. Convivevamo a Roma, Trastevere, da dodici. Tumore al pancreas, diagnosi a novembre, finita a metà febbraio. [F46] io, libraia indipendente, lei [F49] insegnava liceo storia. Eravamo nella scena dal 2017. Coppia di donne in un ambiente più etero, ma avevamo trovato il nostro gruppo, sei o sette coppie a Roma e due a Milano, ci si vedeva regolarmente. Adesso. Adesso sono sola in un letto matrimoniale che è un letto matrimoniale, in una casa che era nostra che è solo mia, in un gruppo Whatsapp che si è messo in silenzio dopo il funerale perché nessuno sa cosa scrivere. A Pasqua una delle coppie del gruppo, gli amici più cari di lei e miei, mi ha invitato a cena. Ho rifiutato. Cosa potevo essere lì. La terza ruota di un pomeriggio di Pasqua. Una settimana fa un'altra del gruppo mi ha mandato un messaggio per chiedermi se voglio tornare con loro a un evento a Milano in giugno, 'non come pre-pre o post, solo per esserci, per stare con noi'. Non ho ancora risposto. La domanda. C'è una vita libertina dopo il lutto di una partner libertina? E come si fa? Non come si fa a frequentare la scena, come si fa a esistere in un posto che era nostro senza di lei. Sono le tre di notte. Ho preso un quarto di Lexotan. Non posso più piangere ho gli occhi gonfi da tre mesi.