Mi piace mio cognato. Ci pensiamo tutti e due Mi piace mio cognato. Lui lo sa. Lui ci pensa anche. Lo abbiamo capito una sera ad agosto in casa al mare in Sardegna, eravamo seduti vicini sul divano dopo cena con le luci spente, le nostre rispettive metà già a letto, parlavamo di un disco che ci piaceva a tutti e due. Non è successo niente. Si è acceso solo qualcosa nel modo in cui ci guardavamo dopo. Siamo entrambi adulti, siamo entrambi rispettosi, siamo entrambi sposati felicemente con sua sorella e con sua moglie (rispettivamente). Niente di drammatico è destinato a succedere. Però lo penso. Lui mi pensa. Ce lo siamo detti in un messaggio whatsapp tre mesi dopo Sardegna in modo molto adulto: 'sai che fra noi c'è una cosa che esiste e che non agiremo. Lo dico per onestà.' Lui mi ha risposto: 'lo so e lo confermo. Lo dico per onestà anch'io.' Da allora ci vediamo alle cene di famiglia normalmente e tutto è normale e non lo è. Sono cresciuta nella periferia di Bologna in una famiglia molto cattolica. So che dovrei semplicemente cancellare quel messaggio e andare avanti. Ma non riesco a fare finta che la cosa non esista perché esiste, e nel modo in cui mio marito è padre con i nostri figli ogni giorno c'è una tristezza piccola che adesso vedo perché ho qualcosa con cui paragonare. Non lascerò mio marito. Non lo farò con mio cognato. So tutte e due le cose. Ma cosa faccio di quello che ho dentro.